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Parco della Cupa (o Campaccio)Come le altre quattro Vie Regali di Perugia, anche Via Dei Priori (la quinta), grazie alla sua splendida Porta Trasimena, attraversa le mura etrusche della città, inserendosi col suo decumano nel cuore più longevo e suggestivo dell’Acropoli. Lo fa in un tratto del tracciato antico particolarmente denso di qualità ambientali e monumentali. Il Rione che lo sottende, infatti, si estende dall’area della Conca, coinvolgendo gli Orti del Verzaro prossimi al Dipartimento di Lettere dell’Università italiana, fino al centro del profondo e suggestivo fosso della Cupa che ne delimita il confine con il Rione di Porta Eburnea. Tra questi estremi, Piazza San Francesco al Prato, il Borgo di Porta Santa Susanna, con la sua omonima Porta che s’innesta in quanto ancora resta dell’antico tracciato delle mura medievali e il Parco della Canapina, con la splendida Chiesa di San Benedetto Vecchio.

Il parco della Cupa sorge negli anni ’50 con il definitivo assetto viario attorno alle mura della città e vede l’importante contributo del noto paesaggista toscano Porcinai che ne curò la sistemazione. Uno schematico disegno di progetto restituisce le linee guida dell’intervento di Porcinai: da zona malsana, scoscesa, inaccessibile, utilizzata fino ad allora come discarica, il fosso della Cupa diviene un luogo che, mentre incornicia la modernità della nuova galleria, si apre alla città storica attraverso la creazione di una scala d’accesso inserita in una torre medievale. Dalle panchine in pietra che scandiscono i percorsi, lo sguardo include il paesaggio periurbano a valle e le mura urbiche a monte. All’epoca, il giardino è parte della mobilità urbana quale percorso nel verde per raggiungere il centro storico. Negli anni Cinquanta e Sessanta il parco è la ‘spiaggia’ dei perugini.

Nel disegno del paesaggista, due scalinate simmetriche creano un asse verticale ‘monumentale’ costituito dai fornici della Galleria, della Postierla etrusca (rinvenuta durante gli scavi per la creazione del giardino) e della Chiesa di San Benedetto, visibile oltre la cinta muraria.  La Postierla della Cupa sembra che avesse una funzione di passaggio pedonale, in quanto consentiva una diretta comunicazione fra la campagna e il centro cittadino. Equidistante dalle porte Trasimena e Eburnea, si apre su un tratto curvilineo delle mura etrusche. Scoperta nell’Ottocento da Vincenzo Cherubini, soltanto nel 1946 è stata riportata alla luce.

Fonti foto
Franco Prevignano
Armando Flores Rodas

Fonti testi
Corriere dell’Umbria 
Do.co.mo.mo. Italia – giornale Anno XV, n.28 – giugno 2011
Zappelli M. R. 1999, Caro viario. Un viaggio nella vecchia Perugia attraverso le sue mura, porte, vie e piazze, Guerra Edizioni, Perugia