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Chiesa di Sant’Anna dei Servitori. La chiesa, probabilmente appartenuta all’antica famiglia Francolini, da cui il nome della via, passa in seguito alla camaldolese Abbazia di San Salvatore di Valdicastro (nei pressi di Fabriano, nelle Marche). Viene citata per la prima volta in un decreto dell’imperatore Federico I nel 1066. Successivamente viene registrata nel 1285 come chiesa parrocchiale e tra le proprietà della vicina San Luca nel 1482. Della chiesa medievale, dedicata a Maria Vergine, restano la fiancata esterna e il piccolo rosone che adorna la facciata. La chiesa perde il suo status nel 1771, quando la parrocchia viene fusa con quella di San Valentino. Nel 1779 viene trasferita alla Compagnia dei Servitori di Sant’Anna che la ricostruisce, abbellisce e ne fa la propria sede. Da quel momento viene conosciuta come Chiesa o Oratorio di Sant’Anna dei Servitori. La Compagnia dei Servitori di Sant’Anna incarica il pittore Antonio Maria Garbi di dipingere un quadro da porre sopra l’altare che rappresenti la propria patrona Sant’Anna, insieme a San Gioacchino suo marito e alla Vergine, loro figlia. Altri quadri di buona fattura, ma di autore incerto, adornano le pareti laterali. Tra questi un’Assunzione della Madonna in cielo e una Crocifissione. Attualmente è sede della Confraternita di San Jacopo di Compostella. La Confraternita ricostituita nel 1981 a Perugia, recuperando quella attiva nel Trecento che raccoglieva anch’essa i pellegrini compostellani della città, svolge in Italia e su tutti i cammini di pellegrinaggio un’intensa attività di promozione del pellegrinaggio, di accoglienza dei pellegrini e formazione dei propri membri. Un notevole numero di stendardi caratterizzano la zona absidale e testimoniano e ricordano i pellegrinaggi compiuti dalla Confraternita a Roma, Santiago, Gerusalemme e ai principali santuari italiani.

La chiesa è aperta al pubblico in occasione della festa di Sant’Anna (26 luglio) e delle principali celebrazioni liturgiche della Confraternita di San Jacopo.